Il nuovo iperammortamento 2026–2028: cosa cambia davvero per le imprese che investono in innovazione ed energia
Incentivi aziende 2026 fotovoltaico

Con la Legge di Bilancio 2026 si apre una fase completamente nuova per le imprese italiane che investono in tecnologia, automazione ed efficienza energetica. Dopo anni di credito d’imposta, meccanismi complessi e vincoli spesso difficili da interpretare, il legislatore sceglie una strada diversa: il ritorno all’iperammortamento, in una versione aggiornata, semplificata e decisamente più concreta.

Dal 1° gennaio 2026 Industria 4.0 e Industria 5.0 non sono più due percorsi separati. Le misure vengono accorpate in un unico strumento che punta a rendere l’incentivo più leggibile, più rapido e soprattutto più coerente con le reali esigenze delle imprese manifatturiere e industriali. Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di un vero cambio di approccio.

Il primo elemento di discontinuità riguarda il meccanismo di funzionamento. Si abbandona il credito d’imposta, che negli ultimi anni ha richiesto pianificazioni complesse e una gestione fiscale articolata, per tornare alla logica dell’iperammortamento. In pratica, l’azienda può maggiorare fiscalmente il costo del bene acquistato, riducendo direttamente il reddito imponibile. Il beneficio non passa più da compensazioni future, ma si manifesta in modo diretto in sede di dichiarazione dei redditi. Per molte imprese questo significa maggiore chiarezza, maggiore prevedibilità e un impatto economico più immediato.

Un altro aspetto centrale è la rimozione dei vincoli ambientali più stringenti introdotti negli ultimi anni. Non è più necessario dimostrare il rispetto del principio DNSH né certificare specifici livelli minimi di risparmio energetico. Questa scelta amplia in modo significativo la platea dei beneficiari, includendo anche settori energivori o realtà industriali che, pur investendo in innovazione e ammodernamento, erano di fatto penalizzate dai requisiti precedenti. L’obiettivo torna ad essere la modernizzazione del sistema produttivo, senza barriere ideologiche o burocratiche.

Dal punto di vista economico, il nuovo iperammortamento prevede maggiorazioni importanti, graduate in base all’entità dell’investimento. Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro la maggiorazione del costo arriva al 180%, scende al 100% per la fascia successiva fino a 10 milioni e al 50% per investimenti più elevati, fino a 20 milioni di euro. Tradotto in termini pratici, significa che un investimento ben strutturato può generare un risparmio fiscale molto rilevante, soprattutto per le imprese soggette a IRES.

Le tempistiche sono altrettanto chiare. Gli investimenti devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, con la condizione che i beni siano consegnati e pienamente operativi entro la data finale. I beni devono essere destinati a strutture produttive situate in Italia e, novità di grande rilievo, devono essere prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Questo vincolo rafforza la filiera europea e incide in modo diretto sulle scelte tecnologiche delle imprese.

Per quanto riguarda le tipologie di investimento, il perimetro è ampio e strategico. Rientrano i classici beni 4.0, materiali e immateriali, purché interconnessi ai sistemi aziendali: macchinari, impianti, robotica, sistemi di controllo e software avanzati per la gestione dei processi e dell’energia. Ma la vera novità riguarda l’energia rinnovabile. Gli impianti fotovoltaici per l’autoproduzione diventano finalmente incentivabili in modo autonomo, senza essere più interventi “accessori”. A patto, però, che si utilizzino moduli ad altissima efficienza prodotti in Europa. Sono esclusi i moduli standard di fascia bassa, mentre rientrano pienamente anche i sistemi di accumulo, sempre più centrali nelle strategie energetiche delle imprese.

Dal punto di vista operativo, la gestione dell’incentivo sarà affidata a una piattaforma telematica gestita dal GSE. Le modalità tecniche definitive saranno chiarite da un decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, atteso a breve. È già certo, invece, che l’iperammortamento sarà cumulabile con altre agevolazioni, nazionali o europee, purché non si superi il costo complessivo del bene e purché non si tratti degli stessi investimenti già agevolati con i vecchi crediti d’imposta 4.0 o 5.0.

In questo scenario, la differenza non la farà solo l’incentivo, ma la capacità di progettare investimenti coerenti, tecnicamente solidi e fiscalmente corretti. Il nuovo iperammortamento rappresenta un’opportunità importante, ma richiede competenze integrate che spaziano dall’ingegneria all’energia, dalla normativa alla pianificazione economica.

La Odoardo Zecca srl affianca le imprese proprio in questo percorso: dall’analisi di fattibilità alla progettazione degli impianti e dei sistemi 4.0, fino all’inquadramento corretto degli incentivi e alla loro applicazione concreta.

Se stai valutando un investimento energetico per la tua azienda contattaci. Un confronto preliminare può fare la differenza tra un incentivo teorico e un vantaggio reale.

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